martedì 20 settembre 2016

PARLANDO UN PO' DI GIACOMO


Do per scontato che siate tutti al corrente della dura battaglia che Giacomo Pueroni sta affrontando contro la SLA. In questo frangente, le manifestazioni di stima e di solidarietà da parte di colleghi e lettori, oltre che degli amici, sono state numerose, e non c'è da stupirsi, di questo. Giacomo è sempe stato apprezzato, oltre che per la sua bravura, anche per la sua umiltà e la sua cordialità.
In effetti si può tranquillamente affermare che Giacomo è il disegnatore con cui ogni sceneggiatore vorrebbe lavorare: puntuale, preciso, ottimo narratore per immagini, primo critico di se stesso e quindi sempre pronto e disponibile ad apportare eventuali correzioni al suo lavoro. Eppure, per chi non ha seguito le testate su cui ha lavorato e per la "critica" italiana, Giacomo Pueroni rimane un emerito sconosciuto. Il premio Italia, meritatamente vinto quest'anno (per l'illustrazione qui sopra), è stato il primo riconoscimento del suo grande talento.
Purtroppo non c'è da stupirsi di tanta miopia.
Nonostante Giacomo sia un logorroico e ami parlare del proprio lavoro (caratteristiche che accomunano molti fra noi che facciamo questo mestiere!), il suo carattere pacato, poco incline agli strombazzamenti e al clamore, lo ha sempre indotto a tenere il classico "basso profilo". Il suo stile classico, pesantemente influenzato dalla scuola franco-belga, lo ha sempre fatto apparire "poco di moda", legato a una concezione vecchia del disegno. Questo agli occhi di chi si ferma alle apparenze.
Perché in realtà il disegno di Giacomo,pur rifacendosi a una scuola attualmente poco in voga nel nostro paese, è estremamente moderno e dinamico, rappresenta una vera  propria evoluzione di quegli stilemi che hanno caratterizzato fumetti come Valerian, Michel Vaillant o Buck Danny. Dai maestri francesi e belgi Giacomo ha preso l'attenzione per i dettagli, la precisione e l'accuratezza nella rappresentazione di scenografie, mezzi e velivoli (macchine e aerei, la sua passione!) ma, al tempo stesso, ha anche saputo rendere le sue inquadrature più dinamiche e scorrevoli, particolarmente efficaci nelle scene d'azione. Essendo lui stesso un autore completo, per quanto abbia avuto scarse opportunità di mostrarlo, la sua narrazione per immagini è assolutamente impeccabile.
Ma il suo talento non si limita a questo.
Sarebbe difficile individuare fra i lavori di Giacomo quelli più riusciti, perché in tutti mette il medesimo impegno e la medesima passione. Ma se uso il condizionale è perché c'è un suo lavoro che sovrasta tutti gli altri, ed il primo numero della serie Harry Moon.
La differenza rispetto agli altri lavori è dovuta al fatto che per questa serie di fantascienza, di cui era creatore grafico, Giacomo è riuscito a ideare e visualizzare un intero mondo, quello degli alieni Xvar. Tutto il design alieno, originale e perfettamente coerente, è forse il suo capolavoro. Nella serie, a causa delle vicissitudini legate alla scellerata politica editoriale della Planeta, si è potuta vedere una parte infinitesimale di tutto il lavoro di preparazione svolto da Giacomo. Basandosi sulle mie indicazioni, aveva lavorato su tecnologia, design e biologia degli alieni, creando, appunto, un mondo intero, coerente e suggestivo. Raramente, nella mia carriera, ho assistito a un lavoro tanto accurato e riuscito, frutto davvero della mente e della visione di una persona più che del ricorso a modelli preesistenti.
Con il suo lavoro e il suo talento Giacomo ha reso Harry Moon una vera serie di fantascienza.



Se volete farvi un'idea della bravura di Giacomo Pueroni e, al contempo, dargli concretamente una mano, potete acquistare i due volumi digitali appositamente realizzati dalla Sergio Bonelli Editore e i cui proventi vengono interamente devoluti a lui:


Se invece volete conoscere più a fondo il suo pensiero e la sua storia, ecco il blog che tiene da qualche anno a questa parte e in cui racconta anche della sua malattia.

Infine, per ammirare un po' delle sue opere, la sua pagina su Deviant Art.