giovedì 13 ottobre 2016

LAVORI SOTTOVALUTATI

Scrivere, in Italia, è uno dei mestieri più sottovalutati. Nessuno ragiona mai sul fatto che, anche dietro cinque righe può esserci tutto un lavoro di riflessione e di elaborazione.
Rimaniamo nel nostro campo, quello del fumetto. Ho sentito spesso accuse di "sfruttamento" per aver magari chiesto a un disegnatore una (breve) storia gratis, io stesso ne ho ricevute, in passato, per il progetto di Agenzia Incantesimi. A volte questa indignazione è legittima, soprattutto se qualcuno guadagna dei soldi grazie al lavoro altrui, in altre occasioni no, ma non è questo il punto.
Il punto è che a fronte di questa ragionevole alzata di scudi di fronte a certe richieste, viene invece considerato normale che quasi tutti gli articoli di critica di fumetto siano realizzati senza percepire un solo centesimo, come se scrivere un articolo (recensione, intervista o approfondimento che sia) non fosse un lavoro, non meritasse un legittimo compenso, che consentirebbe anche di pretendere dall'autore del pezzo una qualità minima, sia di forma che di contenuti.
E anche chiedere a uno sceneggiatore una storia gratis non suscita altrettanto scalpore o indignazione. Forse perché un disegno appare più tangibile e dà l'idea di richiedere molto più lavoro rispetto a un testo scritto. Che è vero, ma non del tutto vero.
Perché in effetti un disegnatore, uno veloce, impiega mezza giornata a completare una tavola (più facilmente una giornata intera) mentre una pagina di sceneggiatura la si può scrivere anche in dieci minuti, quando va bene. Sì, certo, peccato solo che fissare le parole su carta sia solo l'ultima fase del lavoro, il risultato di -a seconda dei momenti- qualche ora o anche qualche giorno di rimuginamenti, riflessioni, ripensamenti e ricerche (se si vuol far bene il proprio lavoro, s'intende!).Già, perché scrivere è una diretta espressione del pensiero, e pensare è un'attività ancora più sottovalutata!