venerdì 14 ottobre 2016

DIFFERENZIARE I PERSONAGGI

Non me ne vogliano i disegnatori, se oggi "sparlo" un po' di loro, per compensare, la prossima volta parlerò male di noi sceneggiatori! Che siamo un bersaglio facile, tanto!

Sta di fatto che,per quanto bravo, ogni disegnatore segue un po' automaticamente, a volte senza nemmeno rendersene conto, dei modelli di anatomie ben definiti, sia per quanto riguarda gli uomini, ma soprattutto per le figure femminili. Il risultato è che, facilmente, i personaggi finiscono per assomigliarsi fra loro. Non tanto nei visi, quanto nelle anatomie. Succede anche ai più grandi, sia chiaro. Il bravissimo e apprezzatissimo Frank Cho, che piace molto anche a me, disegna donne fantastiche... O meglio, disegna una donna fantastica, sempre la stessa. Cambia il colore dei capelli e, qualche volta, la pettinatura, ma per il resto tutti i suoi personaggi femminili potrebbero essere il frutto di parto plurigemellare.
Ribadisco: questo non è dovuto a una reale incapacità di disegnare anatomie differenti, dato che quasi tutti i disegnatori sono perfettamente in grado di farlo. Ma quando si lavora quotidianamente al tavolo da disegno, soprattutto a ritmi un po' sostenuti, è molto facile cedere agli automatismi senza nemmeno rendersene conto. Per gli sceneggiatori è un po' l'equivalente di ricorrere spesso agli stessi espedienti narrativi.

Quattro delle tante sorelle Cho.
Infarcendo le mie storie di personaggi femminili e avendo avuto a che fare con staff composti da diversi disegnatori, so bene di che cosa parlo. Nonostante cercassi di descrivere anche i diversi tipi fisici di personaggi, due erano essenzialmente i problemi: la tendenza a deviare dal modello originario per aderire al proprio e applicare il proprio modello un po' a tutti i personaggi.

Poiché questo,come ho detto, avviene in maniera più marcata con i personaggi di sesso femminile, sia all'epoca de "La Stirpe di Elan" su Zona X che successivamente con Jonathan Steele e Agenzia Incantesimi, Teresa disegnò uno schemino che fosse d'aiuto ai disegnatori per ovviare a questo problema. L'idea l'abbiamo biecamente "rubata" agli studi per i personaggi delle varie serie di cartoni animati giapponesi che avevamo trovato sulle riviste d'animazione o sui libri d'importazione.
E devo dire è stato d'aiuto.
Può quindi essere d'aiuto, per chi disegna, ogni tanto fermarsi ed esercitarsi a differenziare le proprie tipologie di personaggi. Anche copiando figure dal vero. Più per non rischiare di cadere negli automatismi, che per una effettiva incapacità.