martedì 20 dicembre 2016

TUTTO SI TRASFORMA

Chiunque svolga un lavoro creativo sa benissimo che ogni sua creazione, anche quella che magari lui stesso reputi più originale, in realtà è frutto delle esperienze vissute in passato. Tutto quello che abbiamo visto, letto, ascoltato e, soprattutto,provato, viene frullato dalla nostra mente per plasmare e partorire le nostre creazioni.
In questo processo rimangono ben poche tracce di quel che ci è piaciuto o ci ha colpiti quando eravamo bambini, mentre sono ben più potenti e radicate le sensazioni e le emozioni che abbiamo provato durante la fase adolescenziale e dintorni. Sono quelli gli stimoli che formeranno i nostri gusti anche da adulti e che, nel caso di chi scrive, influenzeranno inevitabilmente le nostre creazioni.
Quando inventiamo un personaggio o un'ambientazione, tutta una serie di scelte razionali o funzionali alla storia che vogliamo raccontare vanno infatti a innestarsi su di un substrato inconscio formato dai nostri ricordi e dai nostri gusti. Al momento della creazione è difficile riconoscere e identificare questo substrato, è molto più facile farlo a posteriori, spesso anche a distanza di anni, a mente fredda.

Ho fatto questo "lavoro" per quel che riguarda i tre protagonisti di Jonathan Steele, individuandone le fonti principali, sia visive che caratteriali. Eccole qua.

JONATHAN
In senso orario: Indiana Jones, James Bond, Lupin III e John Steed.


JASMINE
In senso orario: Lady Oscar, Yasmeen Ghauri, Jun.


MYRIAM
Insenso orario: la regina Aleta, Angelica e Fujiko Mine.