martedì 22 novembre 2016

THE LOSER*

La vita è fatta di alti e bassi, il che è normale. Sono fasi che possono durare anche a lungo, magari anni, e quando si tratta dei bassi, la durata prolungata può essere molto logorante. Okay, nulla di originale, fin qua.
Il fatto è che nel momento in cui stiamo affrontando un lungo periodo di difficoltà e di problemi sul piano professionale, è facile cominciare a sentirsi dei falliti. E sapete allora che cosa succede? Che se ci sentiamo dei falliti, finiamo poi anche con il comportarci da falliti. E qual è la diretta conseguenza? Che comportarci da falliti porta chi ci circonda (e magari non ci conosce bene) a considerarci dei falliti. Ebbene, se ci sentiamo dei falliti, ci comportiamo da falliti e veniamo considerati dei falliti, finiamo con l'essere davvero dei falliti.
Allegro, eh?
No, non è per nulla allegro, ero ironico! Qual è, allora, la morale in tutto questo? Facile: ogni cambiamento parte sempre da noi, quindi cominciate col non sentirvi dei falliti! Lottate contro questa sensazione dettata il più delle volte da elementi esterni a voi e non abbandonatevi allo sconforto. Non esitate a cercare sostegno nelle persone a voi care e di cui vi potete fidare e vedrete che non ve lo negheranno. Se vi rendete conto che il vostro sconforto è ben più profondo e radicato, che le parole e la vicinanza di amici e parenti non vi è d'aiuto e che ogni tentativo di distrarvi, di tirarvi su e di scuotervi non serve a nulla, cominciate a prendere in considerazione l'ipotesi di aver bisogno di un supporto più qualificato o professionale.
L'importante è non trasformarvi nei vostri peggiori nemici e non avere paura di chiedere aiuto.
*In inglese "loser" significa perdente e in un paese che ha fatto del concetto di "vincitore" un vero e proprio mito, in cui vale la regola "non ci sono premi per i secondi arrivati", "loser" costituisce un insulto terribile, spietato e colmo di disprezzo. Fra i ragazzini è il peggiore epiteto che si possa immaginare.